Maioliche di Montelupo

Una pittura “solare” per la nuova mostra di Galleria Baroni
24 Settembre 2019

E’ il titolo del libro dedicato alla centralità di Montelupo nella storia della maiolica italiana, uscito da pochi giorni per le Edizioni Polistampa. Il ruolo di questo piccolo centro sulle rive dell’Arno, dove negli Anni 70 è sorto il Museo delle Ceramiche, ha trovato da circa mezzo secolo il giusto riconoscimento della sua importanza, non soltanto nazionale, ma anche internazionale. Tra il XV e il XVII secolo la produzione di Montelupo ha infatti dominato l’esportazione di ceramiche in tutta l’area mediterranea fino all’Europa del Nord. A questa ricchissima produzione è dedicato il volume “Maioliche di Montelupo” curato da Carmen Ravanelli Guidotti, con la collaborazione di Carlo Bardelli, Marco Calafati, Marino Marini, Domenico Savini.  Ravanelli Guidotti è considerata il massimo esperto di maiolica. Alla produzione di Montelupo aveva già dedicato un libro nel 2012, “Maioliche ‘figurate’ di Montelupo”: uno studio sugli arlecchini seicenteschi e sull’istoriato come mai era avvenuto prima. Con questo secondo volume l’argomento trova il suo completamento, integrando la trattazione degli stemmi, dei ritratti femminili, dei ritratti maschili, dei figurati e del figurato nelle targhe devozionali. Così scrive la stessa studiosa a proposito della decisione di lavorare a questo secondo volume, introducendo il suo saggio “Stemmi, ritratti e ‘figurati’ nella maiolica di Montelupo” (pgg. 30 – 100)

L’ampio consenso riservato al volume ‘figurato’ di Montelupo, edito nel 2012, il moltiplicarsi di nuovi e stimolanti contributi storico-critici e l’acquisizione di ulteriori copiosi materiali inediti hanno rinnovato il desiderio di aggiornare l’argomento e di arricchirlo di ulteriori aspetti. Ci accingiamo a farlo dando il via con questo saggio all’inquadramento contestuale e ad una corposa selezione di opere, molte delle quali pubblicate per la prima volta nel presente volume, che le raccoglie in un catalogo di singole schede con commento approfondito.

Al saggio segue il catalogo, sempre curato da Ravanelli Guidotti, diviso per le stesse categorie del saggio e composto da 26 opere per gli stemmi, 10 opere per i ritratti femminili, 16 opere per i ritratti maschili, 14 opere per i figurati, 13 per  il figurato nelle targhe devozionali. In quest’ultima categoria sono presenti quattro targhe fra quelle donate da Sergio Baroni al Museo Civico di San Rocco: una Madonna seduta su un cuscino con il Bambino in braccio dell’inizio del Seicento, molto deteriorata ma di valore in quanto documento montelupino per i tratti fondamentali della sua matrice plastica di derivazione robbiana; una Madonna con Bambino in grembo, seduto su un cuscino, che gioca con uno snodo del velo della madre, iconografia ricavata da un marmo di Benedetto da Maiano (seconda metà del Seicento); una Madonna con Bambino di matrice robbiana datata 1661 sul retro; una Madonna con Bambino della seconda metà del Cinquecento, caratterizzata dal ricco abito della Vergine a panneggi e ricami e da una grande luminosità cromatica.


Sono felice che il Museo di San Rocco di Fusignano sia presente in un libro così importante sulle maioliche di Montelupo, soprattutto perché a opera della massima autorità in questo ambito, la studiosa Carmen Ravanelli Guidotti. Le sono dunque molto grato per l’attenzione che ha dato alla collezione di targhe devozionali custodita a Fusignano, che grazie a questa pubblicazione ha un riconoscimento pubblico e di prestigio.

Sergio Baroni