Frammenti danteschi, una mostra in itinere

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Dante ha dato fiducia all’uomo morale che vive in ciascuno di noi. E’ il presupposto del libro “Alla ricerca di Beatrice” della psicoanalista recentemente scomparsa Adriana Mazzarella, da cui prende avvio la mostra “Frammenti danteschi”. E’ una ricerca sulle tracce del Poeta, per un percorso che inizia nel dicembre del 2015 – alla fine dell’anno che celebra il 750esimo anniversario della sua nascita – e prosegue fino alla primavera del 2016, in una modalità work in progress, ossia aperta a nuovi arrivi e collaborazioni. La mostra non vuole essere un’interpretazione letteraria o storica, bensì un evento che sottolinea il dispiegarsi dello spirito umano in senso junghiano sul messaggio dantesco. Come scrive Mazzarella nel suo libro:

Dante è un grande vate, col preciso compito di esprimere per tutti l’esperienza collettiva del suo tempo.

E il poeta stesso ne era consapevole, se la finalità della Commedia era di “rimuovere coloro, che in questa vita vivono, dallo stato di miseria, e indirizzarli allo stato di felicità” (Epistola X, 15). Molteplici sono infatti le letture dell’opera: letterale, storica, simbolica, teologica, morale, allegorica, spirituale ed è questa stratificazione di significati che la rende sempre attuale. Quello che la Galleria Baroni celebra con questa iniziativa è dunque Dante maestro di vita, rintracciandone i frammenti, non solo iconografici, ma intesi anche memorie e omaggi, dal passato alla contemporaneità. Si parte da un quadro della fine del XVI secolo ispirato a quello di Giorgio Vasari (1511 – 1574) “Sei poeti toscani illustri” conservato al Minneapolis Institute of Arts, per passare a tondi in gesso del Novecento raffiguranti episodi della Commedia, fino a ritratti e busti di diverse dimensioni, oltre a oggetti di souvenir. Straordinaria, fra gli oggetti proposti, è la Commedia incisa su fogli metallici che misura cm 3×4, custodita in una scatola di avorio con il profilo dantesco a bassorilievo; il tutto per una dimensione di cm 4,5×4. Non mancano illustrazioni incise della Commedia e rappresentazioni di personaggi, come il Caronte di Tullo Golfarelli (1853 – 1928) documentato attraverso una foto in un album proprietà del Museo del Risorgimento di Bologna e che solo di recente siamo riusciti a identificare, decifrandone la firma. Infine si arriva al contemporaneo, con la gigantografia di Mike Bongiorno nel ruolo di Dante, in uno dei suoi travestimenti per uno spot pubblicitario con Fiorello. Come detto sopra, si tratta del nucleo iniziale di una mostra che si arricchirà strada facendo, non soltanto attraverso le nostre ricerche, ma anche con prestiti che arriveranno nei mesi a venire e con un programma di eventi e collaborazioni fra gli appassionati e gli esperti di Dante: letture, interpretazioni, conferenze, performance… Così come con la Commedia, in cui ogni contributo può aiutare nella comprensione dell’opera, con questa mostra ogni contributo potrà arricchire la memoria dantesca collettiva, in quanto il viaggio del Poeta è il viaggio di ognuno di noi.

 

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