La Galleria Baroni partecipa alla mostra “Da Brera alle Piramidi”

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La Galleria Baroni partecipa alla mostra “Da Brera alle Piramidi”

Pair of neoclassical sicilian sphinxes

Sfingi ImperoUna coppia di sfingi siciliane dei primi Ottocento è il prestito della Galleria Baroni alla mostra “Da Brera alle Piramidi” che si tiene alla Biblioteca Braidense di Milano dal 21 febbraio all’11 aprile 2015. A curarla la Biblioteca stessa in collaborazione con la Cattedra di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano. L’intento è quello di sottolineare il forte legame tra la Valle del Nilo e la città di Milano, in particolare con Brera, riconosciuta internazionalmente come uno dei maggiori poli culturali della città. Altri prestiti arrivano dalla raccolta Egizia del Civico Museo Archeologico di Milano, dall’Archivio Storico Ricordi e da antiquari e privati. Il tema è il ricorrere del gusto egizio nel corso dei secoli, dal XVI al XIX, mettendo in evidenza il collegamento tra la conoscenza reale dell’Egitto attraverso gli scavi e le pubblicazioni e l’impatto sull’immaginario collettivo, che portò alla realizzazione di oggetti e di opere artistiche che reinterpretarono l’Egitto. Origine di questa passione fu lo stile Retour d’Egypte (1798 – 1815), nato dalla campagna napoleonica in Egitto. Il trampolino di lancio fu la pubblicazione nel 1802 del Voyage dans le Basse et la Haute Egypte pendant les campagnes du général Bonaparte a cura del barone egittologo Dominique Vivant Denon, che raccoglie i disegni degli artisti e degli studiosi al seguito di Napoleone durante la campagna per ritrarre i reperti archeologici. E così, in Francia, in Italia e in altri Paesi d’Europa gli arredi e gli oggetti decorativi si ricoprirono di ornati e decori “egizi”: sfingi, erme, palmette, obelischi, cariatidi, urne funerarie ecc.

Le sfingi prestate dalla Galleria Baroni provengono da uno scalone di villa palermitana. Lontane dal seguire pedissequamente i canoni stilistici codificati dagli architetti napoleonici, esse mostrano una libera e fantasiosa interpretazione dello stile egizio, che in questo caso trasforma l’archetipo della sfinge in chiave fantastica, con una commistione tra le fattezze muliebri e quelle ferine. E’ tipico, infatti, della Sicilia esprimersi con grande creatività e con una propensione all’eccesso, sia per dimensioni, sia per ricchezza decorativa. Si vedano, in questo caso, il motivo decorativo a perlinature che segna la scollatura dell’abito e che divide simmetricamente la linea mediana del copricapo sulla testa di donna, prolungandosi sul corpo ferino; o ancora, le braccia umane ma con peli animali e mani simili a zampe, in contrasto con la milanomia.com007femminilità sotttolineata dalla morbidezza dell’abito.

A ideale prolungamento della mostra, la Galleria Baroni ha creato un allestimento in stile egizio: innanzitutto un imponente lampadario russo in bronzo dorato con cristalli molati, composto da ampia coppa da cui dipartono sei bracci in bronzo dorato, ognuno avvolto da un serpente attaccato dall’ibis – uccello sacro del Nilo – appoggiato al bordo della coppa. E’ un oggetto interessante anche perché fu IMG_0804acquistato dalla signora Sapegno, moglie del critico letterario Natalino Sapegno, su consiglio dell’esperto di arte decorativa Mario Praz, per la casa di Roma. Presenti inoltre un secrétaire realizzato nel Granducato di Toscana, poggiante su piedi ferini a ribalta e decorato con erme dalla testa di sfinge e uno straordinario gioco di cassetti e segreti all’interno, attribuito a Giovanni Socci e un tavolo rettangolare con piano in marmo bianco di Carrara, poggiante su gambe-sculture in ebano raffiguranti quattro serpi con testa e piede di ibis che si incrociano a X e sono raccordate da piano in marmo; una base per lampada composta da un vaso decorato in bronzo; infine due piastre in marmo bianco e nero a bassorilievo.

Inaugurazione mostra “Da Brera alle piramidi” venerdì 20 febbraio alle ore 18.00. biblioteca Nazionale Braidense, Sala Teresiana, via Brera 28 Milano.

Dal 21 febbraio all’11 aprile 2015, dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 13.00. Ingresso gratuito