Viaggio in Germania

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Giardino della casa-museo di Goethe. La foto ritrae l’inizio dei festeggiamenti che ogni anno si tengono per il suo compleanno, il 28 agosto, e che vedono l’arrivo di persone da tutto il mondo.

Decenni fa vinsi una borsa di studio da parte della Deutsche Demokratische Republik (DDR) e di conseguenza visitai più volte la Germania. A distanza di tanto tempo è diventato sempre più vivo il desiderio di tornarci, anche per vedere il cambiamento dopo l’unione delle due Germanie.

In agosto ho colto l’occasione dei festeggiamenti per il compleanno di Goethe (28 agosto 1748 – 22 marzo 1832), che si sono tenuti come ogni anno nei giardini della sua casa museo a Weimar, dove si ritrovano i tanti studiosi e appassionati del grande letterato tedesco. E’ bello vedere questo “raduno” da tutto il mondo che avviene ogni anno per brindare a Goethe. La città, che nel 1999 è stata nominata “capitale europea della cultura” ed è sede della Bauhaus Universitat e dell’Accademia di Musica Franz Liszt, è animata da 5.000-6.000 studenti l’anno che la rendono particolarmente vivace e dinamica, a dispetto delle sue piccole dimensioni (gli abitanti sono circa 6.000). Tanti e particolarmente illustri i rappresentanti dell’arte e della letteratura che sono transitati per questa città, eleggendola a loro abitazione per lunghi periodi: Goethe, appunto, invitato dal duca Carlo Augusto nel 1775 per una visita che si trasformò in una residenza stabile. Con il duca, che gli affidò incarichi importanti, egli strinse una profonda amicizia. A Weimar sorge la casa di un altro famoso letterato, Friedrich von Schiller (1759 – 1805), che vi giunse nel 1787 attratto dalla fama della città come centro culturale. Divenne anni dopo amico di Goethe e con lui collaborò fino alla morte, prematura. I due letterati campeggiano in una grande scultura collocata

Monumento raffigurante Goethe e Schiller nella piazza che ospita il Teatro Nazionale e il Museo del Bauhaus.

Monumento raffigurante Goethe e Schiller nella piazza che ospita il Teatro Nazionale e il Museo del Bauhaus.

davanti al Teatro Nazionale, che impressiona non tanto per il valore artistico, quanto per la grandezza letteraria e la profondità di pensiero dei due raffigurati.

Anche la musica ha segnato la vita della cittadina, ospitando Johann Sebastian Bach (1685 – 1750), che dal 1708 lavorò come organista e musicista nell’orchestra di corte e, sei anni dopo, come primo violino fino al 1717, anno in cui lasciò Weimar per la delusione di non essere stato nominato direttore dell’orchestra di corte. Seguirono nel secolo successivo altri due musicisti: Johann Nepomuk Hummel e Franz Liszt (1811 – 1886), che a Weimar rimase per oltre trent’anni, diventando responsabile musicale del teatro cittadino e direttore d’orchestra al merito. Pur lasciando la città nel 1861, vi tornò con regolarità fino alla morte.

Personaggi illustri non mancano nemmeno in ambito filosofico, con il filosofo e teologo Johann Gottfried Herder (1744 – 1803) e Friedrich Nietzsche (1844 – 1900), che a Weimar morì dopo una lunga malattia, assistito dalla sorella. L’arredo odierno dei locali al pianterreno della sua casa sono il risultato della trasformazione attuata nel 1903 dall’architetto Henry van de Velde (1863 – 1957), rappresentante delle moderne correnti artistiche di inizio Novecento che nel 1907 fondò a Weimar la Scuola di Arti applicate. Fusa nel 1919 con la Scuola Granducale di Arte, divenne in quell’anno la Scuola del Bauhaus, il cui primo direttore fu l’architetto Walter Gropius (il Bauhaus si trasferì poi a Dessau nel 1925 e infine a Berlino).

Esposizione al Museo del Bauhaus: sedie, opera di Henri Van de Velde, Walter Gropius, Otto Bartning.

Esposizione al Museo del Bauhaus: sedie, opera di Henri Van de Velde, Walter Gropius, Otto Bartning.

Il Bauhaus si trova di fronte al Teatro Nazionale, nella piazza che ospita il monumento a Goethe e Schiller. Tanti i pezzi esposti, realizzati con i nuovi materiali dell’arte moderna: vetro, metallo, stoffa, legno, pietra.

L’ultimo nome che mi preme ricordare è quello di Lucas Cranach il Vecchio (1472 – 1553), altra figura fortemente legata a Weimar e in

Trittico di Lucas Cranach il Vecchio nella cattedrale di Erfurt.

Trittico di Lucas Cranach il Vecchio nella cattedrale di Erfurt.

generale alla Turingia, la cui presenza sul territorio è capillare, assieme a quella del figlio Lucas Cranach il Giovane (1515 – 1586) e della

sua bottega. Mi sono imbattuto quasi sempre in opere di questi pittori e incisori rinascimentale: innanzitutto nel Museo delle Belle Arti di Weimar, così come nella cattedrale tardo-romanica di Naumberg e nelle chiese di Erfurt e nel museo di Lipsia, solo per citare alcuni luoghi. Ho trovato particolarmente interessante il contesto religioso in cui si colloca la loro arte, che rielabora l’iconografia sacra sulla base della riforma luterana, sostituendo le figure dei santi con gli episodi biblici in uno stile gotico e stilizzato. In contrapposizione a

questo cambiamento si porrà la Controriforma del Concilio di Trento (1545 – 1563), con l’iconografia cattolica, incentrata sull’agiografia e sulla figura della Vergine. La divisione tra mondo luterano e cattolico è netta ed evidente quando si visitano le chiese tedesche dove si affermò la religione protestante luterana e per chi è abituato a visitare chiese italiane l’impatto è molto forte. (continua)