Il fumatore d’oppio

Un’originale opera di gusto orientalista per il soggetto maschile che sostituisce l’abituale soggetto femminile di questo genere di iconografia: una figura distesa su un un letto o un sofà in atteggiamento sensuale. Il dipinto “Fumatore d’oppio” di Luigi Scorrano (Lecce, 1849 – Urbino, 1924) ritrae un giovane ragazzo vestito alla turca, con una tunica e un turbante bianchi, mollemente sdraiato su un letto ricoperto di stoffe a disegni floreali e da una coperta rossa. Ha gli occhi chiusi e sul suo viso è dipinta un’espressione sorridente e soddisfatta, nella mano tiene ancora il bocchino e in primo piano campeggia il narghilé. E’ adagiato su un fianco, in una posa solitamente legata alla figura femminile. Il dipinto, che misura cm 135×210, è firmato e datato 1872.

Pasquale LiottaEsiste un dipinto con soggetto simile del pittore Pasquale Liotta (1850 – 1909) intitolato “L’effetto dell’hashish” del 1875, che si trova al Museo Civico di Castello Ursino di Catania.  Entrambi gli artisti, Scorrano e Liotta, furono allievi di Domenico Morelli (1823 – 1901), direttore dell’Accademia di Napoli, considerato uno dei più importanti artisti napoletani dell’Ottocento. Poiché interessato a sviluppare la moda della pittura orientalista, aveva creato questo soggetto per un gruppo di studenti, fra cui appunto Scorrano e Liotta. Scorrano, che frequentò l’Accademia di Belle Arti di Napoli, era uno degli allievi prediletti di Morelli, che sostituì per due anni (1899 – 1900) durante l’assenza del maestro per motivi di salute. Studiò anche con Eduardo Dalbono (1841 – 1915) e Giuseppe Mancinelli (1813 – 1875). Vinse parecchi concorsi e partecipò a varie mostre, a Napoli, Venezia, Roma, Milano, Livorno, Genova e Ferrara. Il soggetto del dipinto è curioso anche perché Scorrano si dedicò soprattutto a dipinti di genere e di soggetto religioso, ma è evidente che in questo caso egli risentì della moda orientalista dell’epoca. Morì a Urbino, dove insegnò pittura all’istituto di Belle Arti, del quale fu anche direttore.

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The painting “Opium Smoker” by Luigi Scorrano (Lecce 1849 – Urbino, 1924) portrays a young boy dressed in a turkish dress, a tunic and a white turban, lying on a bed covered with floreal ornaments and a red blanket. His eyes are closed and the face has a smiling and satisfied expression. He is still holding the hookah mug in one hand. He is lying on one side, in a sensual pose. The painting, which measures cm 135×210, is signed and dated 1872.

There is a similar painting of Pasquale Liotta, entitled “The Effect of the Hashish” of 1875, located at the Civic Museum of Castello Ursino in Catania. Both artists, Scorrano and Liotta, were students of Domenico Morelli (1823 – 1901) director of the Academy of Naples and one of the most appreciated painter on Napoli in the XIXth century. Scorrano, who attended the Academy of Fine Arts in Naples, was one of Morelli’s favourite students. He also studied with Eduardo Dalbono (1841 – 1915) and Giuseppe Mancinelli (1813 – 1875). He won several competitions and participated in various exhibitions in Naples, Venice, Rome, Milan, Livorno, Genoa and Ferrara. The subject of the painting is also curious because Scorrano was mainly devoted to gender and religious paintings. In this case he was affected by the Orientalist fashion of the time. He was named director of the Institute of the Royal School of Painting in Urbino, where he died in 1926.

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Ulisse interpretato dallo scultore Giuseppe Grandi

IMG_0594 (1)Ulisse in atto di tendere l’arco dello scultore Giuseppe Grandi (1843 – 1894) è l’opera scelta per il manifesto della mostra organizzata alla Galleria di Arte Moderna di Milano (dal 23 marzo al 3 dicembre 2017) “100 anni. Scultura a Milano 1815 – 1915”, dedicata alla storia della scultura milanese dal tardo neoclassicismo all’inizio del Novecento. Una testa di Ulisse dello stesso modello, firmata dallo scultore e dalla Fonderia Battaglia, è di proprietà di Galleria Baroni. La figura intera, appartenente alla GAM, è in gesso (ne è stata prodotta una fusione in bronzo postuma, che si trova al Comune di Milano), la testa di Galleria Baroni in anticorodal, una lega metallica molto resistente. Sul retro si legge a lettere maiuscole la firma G. GRANDI e, accanto, il marchio della Fonderia Artistica Battaglia di Milano, oggi ancora attiva, con alle spalle oltre un secolo di storia in cui ha fuso innumerevoli sculture dei più importanti artisti italiani.

Con l’Ulisse, opera ancora legata all’eroicizzazione romantica del personaggio, Grandi ottenne il premio scultura per la Fondazione Canonica dell’Accademia di Brera nel 1867. L’anno successivo partecipò, vincendo, a un altro concorso per un monumento milanese, quello dedicato a Cesare Beccaria, oggi collocato all’interno del Palazzo di Giustizia. Altra opera importante “custodita” da Milano è il Monumento alle Cinque Giornate, sito al centro dell’omonima piazza: un grande obelisco circondato da cinque figure femminili, simbolo degli episodi accaduti in quegli storici giorni, completata da un leone e da un’aquila, simboli della difesa e della libertà. Anche in questo caso il lavoro gli venne dalla vincita di un concorso (indetto nel 1879 e chiuso nel 1881). La proposta di Grandi era stata l’unica di impostazione scultorea anziché architettonica. Inoltre mostrava un precoce gusto liberty che si sarebbe diffuso negli anni a seguire, sia per la scelta delle figure femminili, sia per l’attenzione naturalistica, quasi portata all’eccesso… fra gli aneddoti curiosi si legge che per riprodurre il leone egli acquistò un animale vero ad Amburgo, portandolo nel grande studio che si era fatto costruire con i finanziamenti derivati dal concorso proprio nella zona dove sarebbe stato eretto il monumento, Porta Vittoria. Il risultato fu un monumento di forte valenza simbolica e anticelebrativa, che afferma il già avvenuto allontanamento di Grandi dalla scultura monumentale convenzionale. La stessa tendenza si nota nei ritratti, sempre più lontani dalla vena storicistica e maggiormente in sintonia con l’ambiente della scapigliatura, con cui egli era in contatto. Altre sue opere a Milano si trovano al Cimitero monumentale, mentre il Duomo conserva due statue: Santa Tecla, collocata nel braccio di croce meridionale, e Sant’Orsola, sul quarto pilone a destra della navata centrale.

Benché molti milanesi non lo sappiano, Giuseppe Grandi è stato un grande scultore della fine dell’Ottocento, maestro di altri artisti, fra cui Adolfo Wildt. Ebbe una forte influenza su tutta la scultura del primo Novecento e gli è stata dedicata una piazza non lontana dal suo monumento più importante.

Per chi fosse interessato alla testa di Ulisse, contatti Galleria Baroni allo 333.2804000.

“Ulisse tending the bow” of the sculptor Giuseppe Grandi (1843 – 1894) is the work chosen for the manifesto of the exhibition organized at the Milan Modern Art Gallery (March 23 to December 3, 2017) “100 years. Milan 1815 – 1915 “, dedicated to the history of Milanese sculpture from late neoclassicism at the beginning of the twentieth century. An Ulysses head of the same model, signed by the sculptor and is owned by Galleria Baroni. The whole figure, belonging to the GAM, is plastered, the Baroni head is in anticorodal, a very resistant metal alloy. On the back, the sign G. GRANDI is written in uppercase letters and, next to it, the trademark of the Fonderia Artica Battaglia of Milan, still active today, with over a century of history in which it has cast countless sculptures of the most important Italian artists.
With Ulisse, still linked to the heroic romanticization of the character, Grandi received the sculpture prize for the Canonica Foundation of the Accademia di Brera in 1867. The following year won another competition for a Milanese monument, that dedicated to Cesare Beccaria, now housed inside the Palace of Justice. Another important work “guarded” by Milan is the Five Day Monument, located at the center of the homonymous square: a large obelisk surrounded by five female figures, a symbol of the episodes that occurred in those historic days, completed by a lion and an eagle , symbols of defense and freedom. In this case too, the work came to him from the winning of a competition (which was announced in 1879 and closed in 1881). Grandi’s proposal was the only one of the sculptural rather than the architectural setting. He also showed an early liberty taste that would spread in the years to come, both for the choice of female figures and for naturalistic attention. The result monument is strong symbolic and anti-celebration, which affirms the departure of Grandi from conventional monumental sculpture. His other works in Milan are at the Monumental Cemetery, while the Duomo maintains two statues: Santa Tecla and Sant’Orsola.
Giuseppe Grandi was a great sculptor of the late nineteenth century, a master of other artists, including Adolfo Wildt and he had a strong influence on the sculpture of the early twentieth century.
For those who are interested in Ulysses’ head, contact Galleria Baroni at 333.2804000.

 

I video dell’incontro con Laura Bosio e Bruno Nacci

Pubblichiamo lo storify con i video della serata dedicata alla poetesssa rinascimentale Chiara Matraini, tenutasi il 28 giugno 2017. Introduce il professor Sergio Baroni. Seguono gli interventi dei due autori del romanzo storico “Per seguire la mia stella”, la cui protagonista è questa poetessa lucchese vissuta nel XVI secolo, paragonabile alle grandi poetesse della sua epoca, ma a lungo dimenticata, forse perché né nobile né cortigiana…

Galleria fotografica: Incontro con Laura Bosio e Bruno Nacci

Condividiamo dal nostro album pubblicato su Flickr.com le immagini scattate dal fotografo Andrea Satta durante la serata “Cuore e della vanitas nella vita della poetessa rinascimentale Chiara Matraini”, protagonista del romanzo storico “Per seguire la mia stella” edito da Guanda, scritto a due mani da Bosio e Nacci: Album “Incontro con Laura Bosio e Bruno Nacci

Alcune immagini tratte dall’album: