“La bocca sollevò dal fiero pasto

quel peccator, forbendola a’ capelli

del capo ch’elli avea di retro guasto”

Così si apre il dramma di Inferno, canto XXXIII, con un realismo cinematografico che ci butta addosso tutto l’odio del conte Ugolino, il traditore della patria a sua volta tradito, che muore di fame assieme ai figli, con lui rinchiusi in carcere nonostante la loro innocenza e la loro giovane età. Del nemico, l’arcivescovo Ruggieri, egli sta rosicchiando il cranio in un pasto da fiera. E’ il punto di partenza della terza tappa che Galleria Baroni dedica alle letture dantesche, la sera del 15 giugno alle ore 21.00.

Optimized-IMG_5220Dopo l’amore caritatevole di Beatrice della prima tappa e quello lussurioso di Francesca, che aveva visto il commento della scuola junghiana, ci immergeremo, accompagnati questa volta dalla scuola psicanalitica lacaniana, nella passione dell’odio: la pulsione irrazionale che al tempo stesso costituisce il passaggio fondamentale per un percorso d’amore. In anteprima, e in tema con la feroce scena dantesca, il pubblico potrà avere un assaggio della prossima mostra che la galleria dedicherà alle vanitas: una collezione di teschi dal Cinquecento all’età contemporanea di varie dimensioni e materiali, fra cui legno, avorio, terracotta, marmo e pietra dura.

Dai teschi-vanitas al teschio “roso” di Ruggieri, la lettura e il commento del canto sarà, come nelle serate precedenti, a cura dello scrittore dantista Alberto Cristofori, che metterà in luce la modernità di Dante anche sul concetto di responsabilità, tra collettiva e individuale. Spunti sul tema della famiglia, della violenza, delle pulsioni, prima fra tutte la pulsione dell’odio a cui Ugolino è incatenato. E’ l’ “odio lucido di Lacan” che sarà indagato dagli psicanalisti Giuliana Kantzà e Domenico Cosenza: la “pulsione senza linguaggio” contrapposta all’amore per i figli, che però Ugolino non ha saputo preservare, diventando simbolo del “padre mancante” in senso lacaniano.

Così Sergio Baroni per spiegare la scelta del canto per questo terzo incontro: “Nella nostra lettura della Commedia come viaggio interiore e di trasformazione per raggiungere l’equilibrio tra principio maschile e femminile, la figura del conte Ugolino, nel binomio con l’arcivescovo Ruggieri, rappresenta il maschile assoluto, contrapposto per violenza e odio a Beatrice, e che troverà  l’apice in Lucifero, che incontriamo alla fine dell’Inferno immerso nel ghiaccio al centro della terra.”

La serata è a posti limitati, registrazione su eventbrite.

 



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