Le selve di Dante, quarta tappa dei “Frammenti danteschi”

Dalla selva oscura di Inferno I, al bosco dei suicidi di Inferno XIII, alla foresta del Paradiso terrestre di Purgatorio XXVIII fino al… Bus dell’Orchéra. Questo il viaggio che la Galleria Baroni propone mercoledì 6 luglio come quarta tappa della mostra “Frammenti danteschi”. Il “Buco dell’Orchera”, o grotta dell’orchessa, è un profondo antro sulle sponde di quel piccolo golfo che si trova a nord della penisola di Orta. Luogo avvolto dal mistero e ispiratore di leggende  per gli ortesi, la grotta è stata scelta dalla scrittrice Laura Pariani per ambientare la sua favola in musica dal titolo “Per me si va nella grotta oscura”, che sarà presentato appunto la sera del 6 luglio alle ore 21.00. Il pubblico sarà guidato nelle selve dantesche dallo scrittore ed esperto dantista Alberto Cristofori, che con le sue appassionate letture ci porta ogni volta sempre più vicino al “sentire” del Poeta e al pensiero del suo tempo. Gli farà da controcanto la stessa Pariani, recitando alcuni versi della Commedia nella traduzione milanese di Carlo Porta. Anche lei grande appassionata di Dante Alighieri, che spesso appare nei suoi libri, oggi vive a Orta San Giulio ed è per questo che conosce la “grotta dell’orchessa”, che ha scelto come scenario della favola musicale scritta nel 2011 in occasione del Ravenna Festival.  A forma di imbuto, il Bus dell’Orchera si presta perfettamente a diventare un moderno Inferno, in cui Dante si addentra alla scoperta dei vizi umani accompagnato non da Virgilio, bensì da Gianni Rodari, in omaggio al grande scrittore nato a Omegna, autore di racconti per bambini, così come a ragazzi da 8 a 13 anni è rivolto il libro di Pariani.

Laura Pariani è scrittrice e autrice di teatro. Dal 1993 a oggi ha pubblicato oltre venti testi di narrativa con cui ha vinto premi letterari quali il Campiello e il Grinzane Cavour.”Per me si va nella grotta oscura” è un originale racconto musicale con un Dante Alighieri avido di conoscere i vizi della modernità e un ironico Gianni Rodari nelle vesti di Virgilio. I due scendono nell’abisso del Bus dell’Orchera, percorrendo sette gironi: dei prepotenti e guerrafondai, di coloro che inquinano l’ambiente, degli egoisti e ingordi, di quelli che non riflettono prima di agire, degli ingessati e paurosi coi paraocchi, dei parolai e bugiardi, infine di coloro che sostengono che la cultura non dà da mangiare. Altro libro in tema di selve dell’autrice è “Milano è una selva oscura”, un vagabondaggio nella Milano del 1969 assieme al lingéra (barbone) Dante, nonché poeta della razza dei “poeritt ma gnucch”.

Posti limitati, prenotazione obbligatoria su eventbrite. L’evento è gratuito.

 

 

Ugolino: passione dell’odio, passione dell’amore

“La bocca sollevò dal fiero pasto

quel peccator, forbendola a’ capelli

del capo ch’elli avea di retro guasto”

Così si apre il dramma di Inferno, canto XXXIII, con un realismo cinematografico che ci butta addosso tutto l’odio del conte Ugolino, il traditore della patria a sua volta tradito, che muore di fame assieme ai figli, con lui rinchiusi in carcere nonostante la loro innocenza e la loro giovane età. Del nemico, l’arcivescovo Ruggieri, egli sta rosicchiando il cranio in un pasto da fiera. E’ il punto di partenza della terza tappa che Galleria Baroni dedica alle letture dantesche, la sera del 15 giugno alle ore 21.00.

Optimized-IMG_5220Dopo l’amore caritatevole di Beatrice della prima tappa e quello lussurioso di Francesca, che aveva visto il commento della scuola junghiana, ci immergeremo, accompagnati questa volta dalla scuola psicanalitica lacaniana, nella passione dell’odio: la pulsione irrazionale che al tempo stesso costituisce il passaggio fondamentale per un percorso d’amore. In anteprima, e in tema con la feroce scena dantesca, il pubblico potrà avere un assaggio della prossima mostra che la galleria dedicherà alle vanitas: una collezione di teschi dal Cinquecento all’età contemporanea di varie dimensioni e materiali, fra cui legno, avorio, terracotta, marmo e pietra dura.

Dai teschi-vanitas al teschio “roso” di Ruggieri, la lettura e il commento del canto sarà, come nelle serate precedenti, a cura dello scrittore dantista Alberto Cristofori, che metterà in luce la modernità di Dante anche sul concetto di responsabilità, tra collettiva e individuale. Spunti sul tema della famiglia, della violenza, delle pulsioni, prima fra tutte la pulsione dell’odio a cui Ugolino è incatenato. E’ l’ “odio lucido di Lacan” che sarà indagato dagli psicanalisti Giuliana Kantzà e Domenico Cosenza: la “pulsione senza linguaggio” contrapposta all’amore per i figli, che però Ugolino non ha saputo preservare, diventando simbolo del “padre mancante” in senso lacaniano.

Così Sergio Baroni per spiegare la scelta del canto per questo terzo incontro: “Nella nostra lettura della Commedia come viaggio interiore e di trasformazione per raggiungere l’equilibrio tra principio maschile e femminile, la figura del conte Ugolino, nel binomio con l’arcivescovo Ruggieri, rappresenta il maschile assoluto, contrapposto per violenza e odio a Beatrice, e che troverà  l’apice in Lucifero, che incontriamo alla fine dell’Inferno immerso nel ghiaccio al centro della terra.”

La serata è a posti limitati, registrazione su eventbrite.