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Luigi Ademollo “Gli Ateniesi che per consiglio di Temistocle abbandonano Atene”, pittura murale, 1796-1798. In primo piano ter mobili disegnati da A. Fantastici per Luigi Malavolti dopo il 1831. Siena, palazzo Malavolti.

Che cosa lega Agostino Fantastici (1758-1845) e Luigi Ademollo (1764-1849) Il primo è un architetto e scenografo toscano, l’altro un pittore e incisore milanese che ha lavorato tanti anni in Toscana, con numerose commissioni per la decorazione di palazzi e chiese. Appassionati di teatro, si dilettarono entrambi nella realizzazione di scenografie. Furono studiosi ed estimatori dell’antico, di cui divennero interpreti fantasiosi e originali, non per niente avevano tutt’e due un debole per Piranesi. Li si può definire personalità esuberanti, sperimentatori vulcanici, eclettici e versatili che condivisero lo stesso ambiente culturale. Essi furono molto attivi a Siena e proprio in questa città si incontrano e si completano le loro opere  in palazzi che vedono affiancati gli arredi di Fantastici e le decorazioni parietali di Ademollo, come in Palazzo Sergardi o Palazzo Malavolti. Ne troviamo interessanti esempi nel libro pubblicato dal Comune di Siena “Agostino Fantastici” a cura di Carlo Cresti, nel quale il critico Alvar Gonzalez-Palacios così descrive Fantastici nel capitolo “Miracolo di Siena”: “… da buon allievo del neoclassicismo colto e fastoso dei romani, all’ornamento Fantastici non volta mai le spalle anzi lo ossequia devoto. I suoi mobili sono infatti tutti illeggiadriti da una vera e propria antologia dell’ornato. La sua novità non è nell’esclusione ma nel mutamento. A queste decorazioni si cambia natura. Niente bronzi, poche applicazioni e il senso tridimensionale si ottiene piuttosto con le tarsie e con l’intaglio. Ovunque un gusto cromatico fuori dal comune che si esprime al suo meglio nella scelta dei legni con inediti accostamenti di essenze modeste e desuete che però si impongono nella loro variegata allegria. Il tutto raggiunge un’armonia melata, messa in risalto da cigli e bordure nere e, occasionalmente, da rifiniture dipinte a mo’ di bronzo. nulla di guerresco, nulla di altisonante bensì una calma adatta a pacifici cicalecci colonne 2che bene si colonneadeguano al commento compiaciuto, a distanza, delle tragedie dell’Alfieri… Quest’uomo, insomma, è stato miracolosamente  in grado di creare uno stile a sé stante…” e uno stile a sé stante ha creato anche Luigi Ademollo, tanto da costargli la scarsa valorizzazione da parte di una critica che gli preferì rappresentanti più ortodossi del neoclassico. Dell’originalità di Fantastici sono una prova le due colonne in foto, di Galleria Baroni, il cui ornato si gioca sulle forme, come le sottili costolature, e sul contrasto tra il noce e il ciliegio, con poche parti dorate. Una particolarità è il fatto che sono totalmente smontabili nelle varie parti.

 

 



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