Una conferenza per scoprire un artista poliedrico, originale e particolarmente prolifico che lasciò il segno nel panorama del gusto neoclassico, senza avere il meritato riconoscimento: il pittore, incisore, scenografo e affrescatore Luigi Ademollo.

colonneFigura al di fuori dell’estetica neoclassica accademico-purista, Luigi Ademollo (1764-1849), attivo nei settori scenografico, incisorio e pittorico, è oggi un artista ancora da scoprire e da valorizzare, come è nell’intento della dottoressa Egle Radogna, dottoranda in Storia e Conservazione dei Beni Culturali Artisti e Architettonici dell’Università di Genova, che a questo originale talento si è appassionata, decidendo di dedicargli la sua tesi di dottorato. Lo stesso intento ha spinto il professor Sergio Baroni a rendere omaggio ad Ademollo con una mostra dedicata alla sua attività di affrescatore. E per chi crede che le coincidenze non siano un caso, l’incontro tra la dottoressa Radogna e il professor Baroni sul comune terreno dell’ammirazione per questa figura artistica può essere visto come il segno di un rinnovato interesse verso una personalità a lungo trascurata dalla critica. La mostra alla Galleria Baroni, in corso fino alla fine di ottobre, e la tesi di dottorato potrebbero rappresentare l’inizio di altre ricerche, iniziative, esposizioni ed eventi che possano mettere in luce e ri-scoprire un talento per lungo tempo, e ingiustamente, rimasto in ombra. La creatività, la fantasia e l’originalità di questo artista non hanno nulla da invidiare ad altri esponenti famosi del gusto neoclassico, come Andrea Appiani, Giocondo Albertolli, Felice Giani. Nato a Milano, dopo un soggiorno a Roma per ammirarne le vestigia classiche, egli elesse la Toscana come sua residenza e area di lavoro, rimanendovi per 60 anni e lasciando il segno in palazzi, teatri, chiese, edifici pubblici di Firenze, Siena, Lucca, Pisa, Arezzo, Livorno e poi di centri minori come Pietrasanta.

Al ritratto di Ademollo, “che a buon diritto fa ritorno in modo autorevole nel panorama neoclassico italiano” è dedicata la conferenza a cura di Egle Radogna, che si terrà alla Galleria Baroni il 28 ottobre per “aprire una finestra sulla sua poliedrica vita, i legami e la formazione artistica, le sue opere e le tecniche artistiche da lui sperimentate, tutti i motivi di una ricerca accademica triennale ancora in corso”.

 

 

 

 

 



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