La passione per l’Egitto anima una splendida mostra milanese

Da Brera alle piramidi“Da Brera alle piramidi” che rimarrà aperta fino all’11 aprile alla Biblioteca Braidense di Milano, è  a mio parere una delle più belle mostre che sia stata fatta di recente nel capoluogo lombardo, complice un patrimonio di testi, documenti e immagini fra i più ricchi al mondo, custodito all’Università Statale di Milano e alla Biblioteca Braidense. Interessante e intrigante l’argomento: l’egittologia e la passione per l’Egitto che segnano la nostra storia lungo i secoli, dal Rinascimento all’epoca moderna, toccando la cultura istituzionale così come quella popolare. Un tema di cui la mostra offre un panorama di altissimo profilo, capace di catturare l’attenzione e la curiosità del visitatore. Il percorso espositivo si apre con un arredo della scenografia per la prima rappresentazione dell’Aida, per continuare lungo la storia dell’egittologia attraverso studi, disegni, incisioni, racconti, fotografie. Alcuni esempi: le tavole del Polifilo, romanzo allegorico della fine del Quattrocento con raffigurazioni ispirate all’Egitto in seguito ai primi studi archeologici nella Roma rinascimentale; le seicentesche illustrazioni del filosofo e museologo gesuita Athanasius Kircher, uomo dal sapere enciclopedico, studioso della scrittura egizia al quale si deve uno dei primi studi sui geroglifici egiziani; la prima edizione francese (1802) e italiana (1808) del Viaggio nel Basso e Alto Egitto a cura dello scrittore, incisore e storico dell’arte Dominique Vivant Da Brera alle piramidiDenon: un resoconto splendidamente illustrato del suo viaggio nella campagna d’Egitto al seguito di Napoleone; le incisioni di Giovanni Battista Piranesi con le decorazioni per i camini di gusto egizio, segno dell’influenza dell’Egitto sul gusto decorativo; sempre in ambito di arredo e decorazione, i bozzetti per la prima scaligera dell’Aida; e ancora, gli studi seguiti alla scoperta della Stele di Rosetta, che permisero a Jean-Francois Champollion di trovare la chiave per l’interpretazione dei geroglifici. Bastano questi pochi esempi per far capire la ricchezza e il calibro della mostra, che comprende anche quel fenomeno di costume conosciuto come egittomania, diffuso tra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento: dai fumetti ai gialli, dai libretti d’opera ai balletti, all’arredamento, ai gioielli, ai decori ecc. Non dimentichiamo la grande influenza e di conseguenza il grande sviluppo nelle arti decorative e negli arredi, che sono stati decorati con una simbologia legata all’antico Egitto negli stili Direttorio, Consolato, Impero, Restaurazione, che rappresenta la suddivisone del neoclassicismo. L’itinerario, che si snoda nella bellissima Sala Teresiana che dell’Egitto reca tracce nella decorazione murale, si chiude con le due sfingi (coll. Baroni), quasi a guardia della mostra, che fungono da passaggio ad alcune opere caratterizzate da un’iconografia egizia nell’adiacente Pinacoteca di Brera , fra cui spicca la famosa Predica di San Marco di Gentile e Giovanni Bellini.

Concludendo, consiglio a tutti di non perdere questo evento, al quale fa da egregio “pendant” la mostra dedicata al fotografo Theodor Kofler, “Egitto dal cielo 1914“, dedicata alla riscoperta del fotografo austriaco attivo in Egitto e autore delle prime fotografie aeree degli scavi egizi.

Sergio Baroni

 

La mostra “Da Brera alle piramidi” è stata voluta e curata dalla Biblioteca Braidense, nelle figure di Anna Torterolo e Aldo Coletto, dall’Università Statale di Milano, nelle figure di Patrizia Piacentini, professore ordinario di Egittologia, e di Christian Orsenigo; dal Politecnico di Milano, nella persona di Pierluigi Panza. Luogo della mostra è anche la Mediateca di Santa Teresa in via della Moscova, dove si tengono alcune delle conferenze:

Vivant Denon, la libertà, l’arte e il Nilo, Anna Torterolo, martedì 3 marzo, ore 18.00;

Dai papiri egizi alle carte egittologiche a Milano: due secoli di contatti fra l’Egitto e la città, Patrizia Piacentini, martedì 10 marzo, ore 18.00;

Un secolo di grandi scoperte archeologiche, Christian Orsenigo, martedì 17 marzo, ore 18.00;

L’architettura dei Faraoni, Pierluigi Panza, martedì 24 marzo, ore 18.00;

Tracce di Egitto nell’Archivio Storico Ricordi, Maria Pia Ferraris, giovedì 26 marzo, ore 18.00;

Che cinema d’Egitto! L’Egitto nell’immaginario cinematografico, Sergio Gatti, martedì’ 31 marzo, ore 18.00.

 

La Galleria Baroni partecipa alla mostra “Da Brera alle Piramidi”

Sfingi ImperoUna coppia di sfingi siciliane dei primi Ottocento è il prestito della Galleria Baroni alla mostra “Da Brera alle Piramidi” che si tiene alla Biblioteca Braidense di Milano dal 21 febbraio all’11 aprile 2015. A curarla la Biblioteca stessa in collaborazione con la Cattedra di Egittologia dell’Università degli Studi di Milano. L’intento è quello di sottolineare il forte legame tra la Valle del Nilo e la città di Milano, in particolare con Brera, riconosciuta internazionalmente come uno dei maggiori poli culturali della città. Altri prestiti arrivano dalla raccolta Egizia del Civico Museo Archeologico di Milano, dall’Archivio Storico Ricordi e da antiquari e privati. Il tema è il ricorrere del gusto egizio nel corso dei secoli, dal XVI al XIX, mettendo in evidenza il collegamento tra la conoscenza reale dell’Egitto attraverso gli scavi e le pubblicazioni e l’impatto sull’immaginario collettivo, che portò alla realizzazione di oggetti e di opere artistiche che reinterpretarono l’Egitto. Origine di questa passione fu lo stile Retour d’Egypte (1798 – 1815), nato dalla campagna napoleonica in Egitto. Il trampolino di lancio fu la pubblicazione nel 1802 del Voyage dans le Basse et la Haute Egypte pendant les campagnes du général Bonaparte a cura del barone egittologo Dominique Vivant Denon, che raccoglie i disegni degli artisti e degli studiosi al seguito di Napoleone durante la campagna per ritrarre i reperti archeologici. E così, in Francia, in Italia e in altri Paesi d’Europa gli arredi e gli oggetti decorativi si ricoprirono di ornati e decori “egizi”: sfingi, erme, palmette, obelischi, cariatidi, urne funerarie ecc.

Le sfingi prestate dalla Galleria Baroni provengono da uno scalone di villa palermitana. Lontane dal seguire pedissequamente i canoni stilistici codificati dagli architetti napoleonici, esse mostrano una libera e fantasiosa interpretazione dello stile egizio, che in questo caso trasforma l’archetipo della sfinge in chiave fantastica, con una commistione tra le fattezze muliebri e quelle ferine. E’ tipico, infatti, della Sicilia esprimersi con grande creatività e con una propensione all’eccesso, sia per dimensioni, sia per ricchezza decorativa. Si vedano, in questo caso, il motivo decorativo a perlinature che segna la scollatura dell’abito e che divide simmetricamente la linea mediana del copricapo sulla testa di donna, prolungandosi sul corpo ferino; o ancora, le braccia umane ma con peli animali e mani simili a zampe, in contrasto con la milanomia.com007femminilità sotttolineata dalla morbidezza dell’abito.

A ideale prolungamento della mostra, la Galleria Baroni ha creato un allestimento in stile egizio: innanzitutto un imponente lampadario russo in bronzo dorato con cristalli molati, composto da ampia coppa da cui dipartono sei bracci in bronzo dorato, ognuno avvolto da un serpente attaccato dall’ibis – uccello sacro del Nilo – appoggiato al bordo della coppa. E’ un oggetto interessante anche perché fu IMG_0804acquistato dalla signora Sapegno, moglie del critico letterario Natalino Sapegno, su consiglio dell’esperto di arte decorativa Mario Praz, per la casa di Roma. Presenti inoltre un secrétaire realizzato nel Granducato di Toscana, poggiante su piedi ferini a ribalta e decorato con erme dalla testa di sfinge e uno straordinario gioco di cassetti e segreti all’interno, attribuito a Giovanni Socci e un tavolo rettangolare con piano in marmo bianco di Carrara, poggiante su gambe-sculture in ebano raffiguranti quattro serpi con testa e piede di ibis che si incrociano a X e sono raccordate da piano in marmo; una base per lampada composta da un vaso decorato in bronzo; infine due piastre in marmo bianco e nero a bassorilievo.

Inaugurazione mostra “Da Brera alle piramidi” venerdì 20 febbraio alle ore 18.00. biblioteca Nazionale Braidense, Sala Teresiana, via Brera 28 Milano.

Dal 21 febbraio all’11 aprile 2015, dal lunedì al sabato, dalle 9.30 alle 13.00. Ingresso gratuito